Siamo sicuri ti innamorerai delle Dispense Medexia, scritte per aiutarti a superare gli esami di Medicina. Sono scritte da studenti di Medicina di tutta Italia, con diversi processi di revisione rigidi e hanno come fonti i libri universitari più autorevoli e articoli scientifici. Linguaggio semplice, schemi e immagini per rendere tutto più chiaro ed esempi concreti. 📚 Abbiamo appena iniziato a metterle online, trovi quelle già pubblicate e le prossime a questo link >
Prima di cominciare un percorso lungo e impegnativo come può essere quello in Medicina e Chirurgia è più che normale avere paura. Abbiamo deciso di condividere quali sono alcune delle preoccupazioni più comuni, e provare a parlarne un po’. In Medexia siamo studenti di Medicina, il nostro obiettivo è aiutare i nostri colleghi (tutti gli studenti di Medicina d’Italia).
Come capire se Medicina fa per me?
E se una volta entrato capissi che non è la mia strada? Intanto, ti assicuriamo che il mondo della Medicina è immenso ed estremamente appassionante, e c’è davvero un posto per tutti: dai ritmi adrenalinici della Medicina d’urgenza alla calma ad esempio della Psichiatria. Non tutti i medici hanno un rapporto diretto col paziente, o fanno turni notturni, o devono operare e fare suture. Al di là degli stereotipi, le vie della Medicina sono tantissime, e ognuno può trovare la propria. Se poi effettivamente capissi che non è la facoltà per te, cambierai. Non ci stancheremo mai di dire che non esiste tempo perso: avresti comunque imparato tanto, acquisito un metodo di studio e soprattutto un’esperienza di vita. Detto questo, la Medicina non può che affascinare chiunque sia pronto a lasciarsi affascinare.
Avrò problemi a Medicina se non ho fatto un liceo?
Risposta breve: no. Esiste un luogo comune per cui per fare Medicina sia necessario provenire da un liceo, dallo scientifico per superare il test, o dal classico, perché “il latino e il greco a Medicina servono”. Innanzitutto, non può essere la nostra scuola superiore a definirci, e non possiamo limitare i nostri sogni per una scelta fatta troppo presto. Se vuoi fare Medicina, o Ingegneria, o una qualsiasi altra facoltà, non pensare che il tuo percorso scolastico sia determinante.
La verità è che ognuno di noi, a prescindere dalla scuola superiore, ha un modo unico di affrontare lo studio e la vita universitaria, e le proprie peculiarità non potranno che venir fuori in modi diversi. Per fare qualche esempio, uno studente dello scientifico avrà basi migliori in chimica e fisica, uno del classico sarà forte di un metodo di studio invidiabile, chi proviene dall’artistico sarà bravissimo nel disegno anatomico, chi ha frequentato un istituto tecnico sarà abituato ad un approccio basato sull’esperienza e sul laboratorio.
Al primo anno di Università si riparte da zero in un mondo completamente diverso da quello delle superiori. Tutti ci troviamo a lavorare sul nostro modo di studiare e sulle lacune da colmare. L’importante è ricordarsi che non siamo solo le nostre difficoltà, ma abbiamo tanti punti di forza, che si riveleranno al momento giusto.
Medicina è un percorso lunghissimo
Vero. 6 anni non sono sicuramente pochi, ma possiamo assicurarvi che arriverete all’ultimo senza neanche rendervene conto. Saranno sei anni impegnativi, ma ricchi di sfide e soddisfazioni: lezioni, laboratori, esami, tirocini, tesi di laurea, abilitazione, non vi accorgerete neanche del passare del tempo. I primi 3 anni saranno più teorici, mentre nel secondo triennio entrerete nel vivo della Medicina con le materie cliniche e tanta pratica in ospedale. In più, è vero che Medicina dura sei anni, ma è anche vero che al giorno d’oggi bisogna mettere in conto, in qualsiasi disciplina, almeno 5 anni di studio (Triennale più magistrale).
A giudicare da tutto quello che leggo a Medicina non avrò una vita
Si sente spesso dire che studiare Medicina significhi condannarsi inevitabilmente ad una vita di rinunce e sacrifici, a perdere amicizie e capelli. Semplicemente non è vero. Per quanto il percorso richieda costanza, basta organizzarsi per riuscire a portare avanti l’Università, la vita sociale, lo sport e le proprie passioni, o anche lavorare.
Sono troppo emotiva/o per fare Medicina
Molti di noi si sono chiesti prima di cominciare se fossimo troppo emotivi per fare un lavoro come quello del medico, se non rischiassimo di rimanere troppo coinvolti di fronte a situazioni di sofferenza. Quello che possiamo dire è che non ti troverai dall’oggi al domani a comunicare ad un paziente una diagnosi difficile, ma nel corso degli anni crescerai come persona e vedrai mano mano casi sempre diversi, imparando ad essere lucido in ogni situazione.
Nessuno sa gestire la propria emotività perfettamente a 18 anni. Usciamo dal campo medico per fare un esempio: quale studente di giurisprudenza dal primo anno ha la sicurezza necessaria per entrare in un’aula di tribunale e tenere un’arringa davanti ad una giuria? Gli anni universitari sono soprattutto un momento di crescita umana, e quella che adesso ti sembra emotività eccessiva, sarà quello che ti permetterà di comunicare con un paziente in maniera empatica.
A Medicina si studia a memoria
Un altro luogo comune è quello secondo cui la Medicina vada studiata a memoria. Niente di più falso: sì, alcuni esami come Anatomia richiederanno un grosso sforzo mnemonico, tuttavia studiare in maniera nozionistica non è quello che ci si augura. È importante invece, riuscire ad individuare tra tante informazioni quelle più rilevanti, capire come funzionano i processi del nostro corpo più che ripetere a memoria una sequenza di nomi, essere curiosi del perché si prescriva una terapia piuttosto che un’altra. È questo quello che ti servirà nella pratica clinica, non certo la struttura del ciclopentanoperidrofenantrene.
Devo per forza avere la vocazione per fare Medicina?
Spesso sentiamo dire che il lavoro del medico vada fatto per la cosiddetta vocazione. Sì, moltissimi studenti di Medicina hanno desiderato questa carriera fin da bambini, ma questo non rende meno valida o meno forte la motivazione di chi sceglie in momenti diversi o per altre ragioni. È una professione appassionante e una vita sicuramente molto particolare, ma ci sentiamo di dire che alcuni hanno la famosa vocazione, altri no, e va benissimo così. Non lasciamoci ingannare da quello che si vede in superficie.
Vorrei tanto fare Medicina ma al solo pensiero del sangue tremo
Sono facilmente impressionabile. Anche in questo caso, non è un buon motivo per desistere. Innanzitutto perchè non tutti i medici avranno davvero a che fare con il sangue durante la carriera. Magari semplicemente non farai il chirurgo. In secondo luogo, non ti troverai improvvisamente davanti ad un intervento a cuore aperto, ma ti avvicinerai gradualmente al corpo umano: prima un laboratorio di biologia, poi uno di anatomia, poi magari un prelievo di sangue e solo dopo una sala operatoria. Avrai tutto il tempo per imparare ad affrontare le tue sensazioni.
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